Il cammello e il dromedario

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Immagini territori arabi.

Ricerche immagini effettuate e selezionate dagli alunni della Classe II C Scuola Primaria.

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Immagini de: Il popolo arabo.

Ricerche immagini effettuate e selezionate dagli alunni della Classe II C Scuola Primaria.

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Il popolo arabo.

La parola Arabo viene comunemente utilizzata per indicare un’etnia presente nell’area vicino-orientale (Palestina, Giordania, Siria, Libano, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Yemen, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, ʿOmān), in Africa del Nord (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e in Egitto) che ha come lingua madre la lingua araba. In questo senso viene usata quando si parla del mondo arabo o della maggioranza degli Stati che aderiscono alla Lega Araba; secondo questa definizione, è possibile dire che vi siano quasi 300 milioni di Arabi nel mondo.

(Ricerche effettuate e selezionate dagli alunni della Classe II C – Scuola Primaria.)

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I cammelli: le immagini.

Ricerche immagini effettuate e selezionate dagli alunni della Classe II C  Scuola Primaria.

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I cammelli.

Il cammello si distingue dagli altri camelidi perché possiede due gobbe, formate da masse di tessuto adiposo, una sulle spalle e una sul groppone. Il pelame folto, lanoso, rossiccio-bruno, forma una lunga frangia sotto il collo e nella parte alta delle zampe anteriori.
Nei cammelli il corpo è sorretto da gambe lunghe ed esili, terminate da piedi in cui due sole dita sono funzionali, e poggiano al suolo, mediante un largo cuscinetto elastico calloso. Non vi sono veri zoccoli, ma piuttosto unghie. Piedi fatti in questo modo, sono perfettamente adatti per camminare sulle sabbie desertiche e scalare ripidi pendii scivolosi.
Pare che i pochi branchi di cammelli che vivono tuttora liberi nel deserto di Gobi siano costituiti da animali selvatici; ma all’infuori di questi pochi , il cammello è noto solo allo stato domestico.

Il dromedario (il cammello con una gobba) esiste soltanto ormai come animale domestico, e c’è motivo di supporre che sia di origine asiatica, non africana. In altezza supera il cammello di una quindicina di centimetri; ha pelo lanoso più corto, di colore intonato all’ambiente in cui vive. Tutto, in questo animale appare adatto alla vita nel deserto: i piedi larghi , le lunghe ciglia che difendono gli occhi dalla sabbia mulinata dal vento, le narici chiudibili, la riserva adiposa della gobba dorsale, e la capacità di resistere a lungo senza bere.
Si rimprovera al dromedario di essere stupido, ostinato, maligno e di avere voce sgradevole; ciò non è completamente vero, almeno per gli individui di buona razza, ben allevati e ben addestrati.

(Ricerche effettuate e selezionate dagli alunni della Classe II C – Scuola Primaria.)

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L’arabo e il cammello.

Un mercante arabo possedeva un cammello con il quale trasportava le sue mercanzie da un capo all’altro del deserto. Questa è una favola dei tempi antichi, ed a quei tempi i cammelli sapevano ancora parlare.
Disse un giorno il cammello al mercante:
-Padrone, ho lavorato per te tutta la vita. Non credi che abbia diritto ad un’onorata vecchiaia? Prenditi un altro cammello per i tuoi viaggi,e lasciami nella stalla a riposare.
Il mercante gli rise sul muso:- Lavorerai fin che sarai capace di camminare. E quando ti fermerai, ti ucciderò.
Partirono per un lungo viaggio, e in mezzo al deserto li sorprese una tempesta di sabbia. Il  cammello  si  accovacciò  e  il  mercante si  riparò dietro il  suo  corpo. Rimasero  così  due  giorni  e  due notti. Quando la tempesta cessò, disse il mercante:
-Presto, ripartiamo. Altimenti il sole  ci ucciderà.Non abbiamo più acqua.
- C’è ancora dell’acqua nella mia gola. Tagliala e bevi – disse il  cammello.
Il mercante gli tagliò la gola e bevve  l’ acqua.
Ripresero il viaggio, ma il cammello era assai stanco.
- Non sai più camminare, dovrò ucciderti – disse il mercante.
Il cammello non rispose. Accelerò il passo, si mise addirittura a correre, ma abbandonò la pista,  e portò il suo padrone in un’oasi  selvaggia, dove viveva una tribù crudele, che fece schiavo il mercante e lo mise in catene.
- Mi hai tradito – gridava il mercante stringendo i pugni.
- Non aspettarti amore, quando semini odio. Io ti ho salvato dalla morte e tu hai voluto uccidermi. Io volevo che tu fossi mio fratello, e tu hai voluto essere solo il mio padrone. Ora proverai anche tu che cosa significa avere un padrone.
E si  allontanò verso il deserto, tutto solo. Gli  arabi raccontano questa storia per insegnare ai loro bambini ad amare   il cammello non come una bestia, ma come un amico.
(Gianni Rodari).

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La sconfitta davanti la scuola tradizionale.

Allora bambini, a turno, dovrete leggere un brano della favola e poi spiegare il significato:

“Un mercante arabo …” il maestro chiede: “scusate, cosa significa arabo?”

Alunno A: un mercante che vive in Africa; Alunno B: per me vive in Asia; Alunno C: ma no in India.
Dico loro che non è argomento per una seconda classe della scuola Primaria: “bambini i paesi arabi gli studierete nei prossimi anni, pertanto aspettate!” Mi rendo conto che non bisogna deludere i bambini ai quali occorre sempre dare delle risposte e vado quindi alla ricerca di una cartina dove trovare i paesi arabi: “scusate, ma nella nostra classe non abbiamo cartine geografiche!” Allora spiego che i paesi arabi sono quelli in cui la lingua ufficiale è l’arabo e si trovano nel Nord Africa, in Medio Oriente.
Guardo la lavagna tradizionale, d’ardesia. Quanto nobile lavoro ha svolto, sempre lì ferma, appesa ad una parete, contesa dai bambini per scrivere e disegnare.
La guardo con ammirazione, ma oggi ha generato in me un senso di impotenza mortificando la mia professionalità, in quanto priva di risorse attraverso le quali fornire ai bambini le giuste risposte.
Perché aspettare quando gli alunni possono ricavare le loro conoscenze in maniera immediata e spontanea attraverso le nuove tecnologie le quali permettono di interagire con una grande varietà di fonti e risorse? Perché deve essere il maestro a trasferire loro ciò che invece gli alunni potrebbero apprendere direttamente attraverso il lavoro collaborativo, peer education, metodologie favorite sempre dall’uso delle nuove tecnologie  con le quali è possibile costruire conoscenze collaborativamente ?

Mi chiedo: a quando il salto di qualità?

Maestro Ippolito.

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I colori dell’amicizia.

Tanto tempo fa i colori fecero una lite furibonda.
Tutti si proclamavano  il migliore in assoluto,
il più importante , il più utile, il favorito.

Il  ROSSO  poco distante  urlò:
“Io  sono  il  re  di tutti voi!
Io sono  il  colore del sangue e il  sangue è vita,
il colore del pericolo e del coraggio.
Io sono pronto a combattere per una causa,
io  metto il fuoco nel sangue,
senza di me la terra sarebbe vuota come la luna.
Io sono il colore della passione, dell’amore, della rosa, del papavero … ’’  

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L’amicia è preziosa.

L’amicizia è  bella e preziosa per tutti. E’ favolosa e si  aiutano  gli  amici  che  sono  in  difficoltà. Si sta sempre insieme. L’amicizia è qualcosa che portiamo nel cuore.
Amicizia significa perdonare gli errori dei compagni.
Francesco, Christian , Alexandru.

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L’amicizia.

L’ amicizia è un sentimento ed è una cosa importante.
Non giudicare i  propri  compagni e accettare le loro idee.
L’amicizia è un dono di  Gesù.
Significa aiutare i propri compagni nel momento del bisogno.
Marzia, Marta, Margherita, Mey.

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L’amicizia per noi è …

Amicizia vuol dire  aiutare gli  amici  quando hanno bisogno .E’ un  dono de Signore e significa pace e amore. Un amico è  prezioso. E’  importante avere un compagno su cui contare. Significa volersi bene ed aiutarsi.

ROBERTO ,Domenico,FLAVIO.

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L’amicizia secondo noi è …

Amicizia significa non essere violentiE’ fondamentale aiutare i compagni nel momento del bisogno. Un amico è prezioso. E’ importante volersi bene, abbracciarsi e stare insieme. Non offendere nessuno, essere conprensivi e disponibili verso gli altri.
Martina, Rosanna  Aldo, Pasquale.

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FELICI DI ESSERE AMICI!

E’ la storia di un gruppo di simpatici topolini che decidono di affrontare, ognuno per proprio conto, un viaggio alla ricerca della felicità. Durante il cammino incontrano tanti personaggi, ma nessuno riesce ad indicare loro dove trovare quello che stanno cercando. Alla fine del viaggio, delusi per la mancata scoperta, i topolini si ritrovano insieme e … sorpresa! Scoprono proprio in quel momento di essere davvero felici: felici di essersi ritrovati, di volersi bene, di volersi prendere cura l’uno dell’altro.

Insomma, FELICI DI ESSERE AMICI.  (di Rosanna Nassimbeni).

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Prepariamoci per il … podcast.

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… alla libreria.

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Dalla biblioteca …

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Nulla è lasciato al caso!

 “…  Gli insegnanti, le scuole e i sistemi educativi dovrebbero esplorare i possibili modi per aiutare i genitori molto impegnati ad assumere un ruolo più attivo nell’istruzione dei figli, sia fuori che dentro la scuola.”

PISA, Programme for International Student Assessment, è un’indagine internazionale promossa dall’OCSE che mira ad accertare, con periodicità triennale, conoscenze e capacità dei quindicenni scolarizzati dei principali Paesi industrializzati. PISA accerta, in generale, il possesso di conoscenze e capacità in relazione con la preparazione per la vita e la possibilità di apprendere lungo il corso di tutta la vita.

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Un Carnevale …da ascoltare.

(testi e musiche di Paola Fontana).

I personaggi di Halloween, del Carnevale, di favole e storie popolari, si incontrano e ridiscutono il proprio ruolo nella modernità. Sono proprio loro a riproporsi in una veste nuova, moderna e simpatica e a ritrovarsi insieme in un’originale festa in maschera che supera, con ironia, barriere culturali e temporali.

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Tecnofibi o tecnofili?

Il post della mamma di Andrea induce a riflettere sul ruolo delle tecnologie in ambito didattico e sulle ricadute formative che le stesse possano avere sugli alunni.
Schierarsi, a  priori,  a favore o contro le tecnologie non ha senso, occorre, a mio avviso, approfondire l’argomento, documentandosi attraverso gli studi e e le ricerche effettuate da piscopedagogisti, studiosi, ricercatori e docenti che nella pratica quotidiana fanno uso di blog, lim, wiki, podcast e cosi via.

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L.I.M., favole, blog … considerazioni di una mamma.

Carissimo Ippolito,  non finisci mai di sorprenderci. Sai, avevo visto questa lavagna in uno dei miei “giri” su internet ed ho pensato che Andrea non avrebbe potuto utilizzarla mai, invece eccola qua!
E’ con autentico orgoglio che segnalo questo blog alle mie amiche che vivono fuori dalla Calabria, perché vedano che anche qui c’è chi sa fare didattica innovativa ad alti livelli, e non solo…… questo blog ha un’importanza che va oltre. Continua a leggere

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La volpe e il principe: le foto

Andrea con mamma Concetta e il fratellino Paolo

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La volpe e il principe

Andrea e mamma Concetta

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L.I.M.: le tecnologie per la didattica

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Peter Pan: le foto

Domenico con la mamma Luigia

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Peter Pan

Domenico e mamma Luigia

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Anno nuovo … nuove in vista.

E domani  è il 9 gennaio e questo blog riprende le sue regolari pubblicazioni.
Ci accingiamo a condivere la nostra quotidianità su questo spazio in armonia, gioia e con la curiosità di scoprire insieme sempre cose nuove.
Vi invito a soffermarvi su quanto pubblicato nella colonna laterale.
E’ lo spazio riservato al blogger (l’autore e gestore del blog!) dove oltre alla presentazione ho messo in evidenza autori (Chiara Friso-docente/pedagogista), comunità di insegnanti (La scuola che funziona e Il manifesto degli insegnanti) convinti assertori dell’uso della tecnologia nella didatica e infine Alberto Manzi (maestro elementare/pedagogista) che negli anni ’60 anticipava, in via teorica, ciò che adesso è realtà. Sono soli alcuni esempi: una miriade di pedagogisti, psicologi, educatori, insegnanti che, con i loro studi e ricerche,  hanno  messo in evidenza i benefici che le tecnologie producono sugli allievi sostenendo una didattica innovativa e costruttivista dove l’alunno è posto al centro dell’attività di insegnamento/apprendimento contrapponendosi  alla scuola tradizionale: trasmissiva e individualista.

Buon lavoro a tutti. Maestro Ippolito.

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L’albero di Natale … in classe

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L’albero di Natale … della classe

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Recita di Natale

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