Cibo del futuro: i grilli arrivano a Torino

Se fino ad ora le uniche scommesse che avevate in mente sono quelle delle piattaforme d’azzardo, che permettono di giocare a tantissimi giochi ed è davvero facile scoprire tutte le tipologie di lotterie da poter giocare online, un’azienda piemontese ha scelto di puntare su qualcosa di stravagante anche in cucina. Provate ad immaginare un bel risotto “saltato” insieme a dei grilli. Se un piatto del genere probabilmente lo potreste associare solamente ad un futuro molto lontano, è bene smentirvi, dato che tale piatto potrebbe essere molto più vicino di quello che possiate pensare.

Grilli, novel food?

Per ora i grilli vengono sfruttati esclusivamente come cibo per i vari animali esotici, come i serpenti, eppure in un futuro nemmeno troppo lontano, anche per merito della nuovissima normativa in ambito europeo, che va a definire gli insetti come novel food, recepita in Italia a gennaio di un anno fa, i grilli stessi potranno diventare la base per realizzare delle farine per l’alimentazione umana. Uno dei grandi pregi dei grilli è quello di essere particolarmente ricchi di vitamine, minerali e proteine, senza dimenticare il fatto che sono privi di grassi.

Manca ancora una disciplina completa sull’uso alimentare degli insetti

In Italia, rispetto a quanto si verifica in altri Paesi, manca ancora una disciplina circa l’uso in cucina degli insetti. Quindi, per ora è vietato il loro utilizzo. Un mercato che diventerà accessibile quando la normativa europea diventerà legge, ma che si può già preannunciare particolarmente florido.  Un’azienda piemontese ha fatto una scommessa sull’allevamento dei grilli, un business che sta prendendo piede in un gran numero di realtà in tutto il mondo.

Si tratta di due imprenditori, Giancarlo Lovera e Silvia Giacosa, che, in compagnia di Fulvio Brena e Fabio Carli, hanno sviluppato una nuova idea, che prende il nome di Italian Cricket Farm. Ebbene, si tratta della prima, nonché della più grande e sviluppata tecnologicamente, entomo-farm in tutta la penisola italiana, ovviamente con una specializzazione nell’allevamento dei grilli.

La scommessa di un’azienda piemontese

Si tratta di imprenditori che, sommati, riescono a fatturare ben più di 50 milioni di euro nel settore alimentare e che si sono realizzati in esperienze differenti: la loro scommessa è molto chiara e probabilmente non si potrebbe definire nemmeno così tanto un azzardo. In poche parole, sono sicuri che, nel giro di qualche anno, anche in Italia ci sarà una disciplina specifica per questo campo alimentare.

Il progetto prevede l’utilizzo dei grilli in zootecnia, in modo tale da diventare mangime per i polli da allevamento a terra, ma anche nell’ambito di cibi che verranno realizzati per cani e gatti, nonché per l’alimentazione umana. Un progetto che ha già preso il via e che può già contare su un allevamento di oltre 200 mila grilli: sono stati tutti certificati virus free e verranno destinati non solo alla terraristica, ma anche all’integrazione di tutti i vari cibi per impiego zootecnico.

Anche la Fao si è schierata al fianco dell’allevamento di grilli, sottolineando come possa portare numerosi vantaggi, tra cui una grande rapidità di riproduzione, un elevato tasso di sviluppo, nonché di conversione ambientale, ma anche un ridotto impatto sull’ambiente che ci circonda nel corso del loro intero ciclo vitale.

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